Una missione da costruire giorno per giorno.
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“Fatevi polacchi con i polacchi…!”, con queste parole lo scorso ottobre siamo stati inviati dal nostro Istituto ad aprire in Polonia una nuova presenza dei Missionari della Consolata. Affinché una presenza missionaria sia significativa, e produca molto frutto, è richiesto un profondo inserimento nel paese in cui si vive. A volte si può vivere anche per molti anni in un paese lontano e non incontrare affatto il popolo a cui si è mandati. Ogni processo d’inserimento richiede tempo, ascolto, voglia d’imparare e di conoscere. Soprattutto passione. Il nostro stile di consolazione è fatto di condivisione e vicinanza alla gente. E’ questa la direzione verso cui stiamo camminando, noi piccola comunità consolatina “polacca”, dopo i primi mesi. Soprattutto durante i week end e le vacanze stiamo girando molto per il paese per conoscere meglio il paese, la sua storia e cultura. Per capire Visitiamo diversi luoghi anche per capire dove aprire la nostra comunità in futuro, quando questo primo processo d’inserimento e di studio della lingua sarà concluso. Abbiamo visitato qualche giorno la bella città di Poznan a circa 300 km a est da Varsavia. Questo centro è importante non solo per la bella piazza del mercato e alcune chiese molto antiche. Qui nell’anno 966 venne battezzato il principe Mieszko I. Questa data segna ufficialmente l’inizio del cristianesimo in Polonia. Il principe Mieszko I per ricevere il battesimo si rivolse direttamente a Roma e non ai vicini paesi dell’est già cristiani, evangelizzati dai SS. Cirillo e Metodio. Per alcuni questo spiega un po’ il grande legame che storicamente c’è sempre stato tra la Polonia e il centro della cattolicità romana. | ||||||||||||||||||||
| I padri della comunità imc | ||||||||||||||||||||
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La cattedrale di Poznan | ||||||||||||||||||||
Qualcuno ipotizza anche che questa scelta ha impedito alla Polonia di diventare nel tempo una chiesa Ortodossa. Nella cripta della cattedrale costruita su una piccola isola circondata da due fiumi (un po’ come l’isola Tiberina a Roma ma più grande) dedicata ai SS. Pietro e Paolo, sono ancora visibili alcuni resti del battistero dove fu battezzato Mieszko I. Oggi Poznan oltre ad avere una moderna fiera internazionale ha anche diverse università e qui si lavora molto nella pastorale universitaria coi giovani. Recentemente abbiamo visitato a sud del paese, sui monti Carpazi, che dividono la Polonia dalla Repubblica Ceca e la Slovacchia, dei paesi di montagna molto belli e ricchi di storia e tradizione. Abbiamo avuto la gioia di concelebrare una S. Messa a Debno nella più antica chiesa in legno di tutta la Polonia. Ha oltre 9 secoli di storia, costruita tutta in legno senza un chiodo di ferro (anche le giunture unite da pioli sono in legno). Oggi è dichiarata patrimonio nazionale sotto il patrocinio dell’Unesco. In queste valli, dove nevica davvero molto e fa un gran freddo, la gente è ancora molto semplice e la religiosità ancora intensa. La Messa della domenica alle 8.00 a cui abbiamo partecipato, aveva più di 15 giovani chierichetti nonostante il gran freddo e la temperatura che non si alzava sopra lo zero all’interno della chiesa. Gli anziani amano vestire durante le feste con tipici abiti tradizionali. Attraversando queste valli s’incontrano laghi completamente ghiacciati ricoperti da una coltre di ghiaccio spessa anche 40 cm. Diversi pescatori praticano dei fori con una trivella e pescano. Queste descrizioni sono frammenti e ricordi di ciò che stiamo vivendo. E’ un’esperienza iniziata bene. Siamo convinti che la ricchezza religiosa e culturale di questo popolo non solo fa bene a noi qui, ma farà bene anche al nostro Istituto. La grande tradizionale cristiana orientale ha tanto da insegnare e da ricevere. In questo scambio continuiamo il nostro cammino chiedendo il sostegno e la preghiera di tutti. | ||||||||||||||||||||
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| Debno:chiesa di legno | ||||||||||||||||||||
Festa tradizionale | ||||||||||||||||||||
La settimana di Natale siamo stati ospitati da un parroco simpatico, direttore dell’ufficio missionario a Cracovia, molto vicino al grande santuario della Divina Misericordia. Nei pressi di questo santuario visse Santa Faustina Kowalska. Il nome di questa santa Faustina Kowalska è legato alla nascita e diffusione della devozione alla Divina Misericordia che Giovanni Paolo II istituì come festa liturgica nella domenica in Albis. Nel vicino convento dove sono custodite le spoglie mortali della santa, c’è il celebre e originale quadro di Gesù misericordioso con la scritta: Jesus ufam tobie, Gesù confido in te. Ogni giorno alle 15.00 viene pregata la Corona alla Divina Misericordia. Una preghiera litanica simile al rosario che ripete l’invocazione: “Per la Sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero”. Vicino a questo santuario quando era giovane si recava al lavoro Karol Wojtyla e ancora oggi si può vedere la fabbrica in cui lavorava. Oltre a conoscere la storia e a concelebrarla la notte di Natale la S. Messa nel grande santuario, siamo stati anche in diverse famiglie. La sera della vigilia abbia condiviso la tradizionale cena natalizia polacca, che prevede ben 12 piatti. 12 portate di cibo un numero simbolico che ricorda il numero degli apostoli o dei mesi dell’anno. Questa cena è preceduta da un antico rito: il capo famiglia legge il vangelo del Natività, dopo ognuno dei commensali offre e spezza un pezzo di pane simile ad un’ostia. Durante questo gesto ci si chiede perdono degli errori commessi. Una volta che ci si è riconciliati, e felici per la nascita imminente di Gesù, ci si augura ogni bene con un caloroso abbraccio. Che Dio vi ricompensi. Padre Silvanus, padre Ashenafi, padre Luca | ||||||||||||||||||||