Poi fece un salto dalla Volpe: anche a lei raccontò le stesse storie e promise di renderle la somma sabato mattina alle nove. Svelto svelto passò dal Serpente, un vecchio boa al quale, dopo le solite frottole, assicurò il rimborso per le dieci di sabato mattina! Infine ricevette la visita del Leopardo, che commosso da tante disgrazie, senza battere ciglio, gli offrì cento franchi: a lui il Rospo promise la restituzione alle undici precise. L'imbroglione bussò alla porta dell'uomo: ancora cento franchi di prestito e la promessa di rimborso per sabato a mezzogiorno. Ritornato a casa con seicento franchi il Rospo cominciò a vantarsi con un amico: "Sono ricco, sono ricco!". "Voglio vedere quando ti piomberanno addosso i creditori, andrai a finire in prigione prima o poi!". "Vedremo, vedremo..." - rispose il fanfarone. Venne il sabato. Sono le sette: bussa alla porta il Granchio. Il Rospo versa all'ospite un bicchiere di vino di palma: "Grazie, ma ci sarebbe quel conticino che mi devi saldare...". In quel momento arriva il Gallo: infatti sono le otto. Il Granchio comincia a tremare. "Buongiorno, caro Granchio. La somma è pronta... ma come sei sudato! Prendi questo bicchiere che il Granchio non ha voluto assaggiare!". "Il Granchio? Dov'è?". Il Gallo che era ghiotto di Granchi gli saltò addosso e lo mangiò in un boccone. Alle nove bussa la Volpe. Il Gallo suda freddo e si nasconde in una cassa. Il Rospo adulandola: “Cara Volpe! Siediti un pochino e assaggia del vino che il Gallo non ha terminato..” ! “Il Gallo!” In un lampo lo scovò, lo spennò e lo divorò. Ecco le dieci: il Boa fa capolino dalla finestra e dopo pochi secondi ha nella pancia la Volpe! Il Rospo sempre più soddisfatto di come andavano le cose, si stropicciava le zampe anche perché. appena entrato, il Leopardo fece fuori subito il Boa. Alla fine, prima del previsto, arrivò l'Uomo. Aveva un arco in mano: "Fammi prendere la pelle del Leopardo e sarai libero del debito che hai con me!". "Fai pure!" -disse il Rospo tutto soddisfatto per come erano andate le cose in suo favore. Per festeggiare invitò un amico a pranzo. "Come sei furbo! Però sei sempre un rospo ... - gli stava dicendo l'ospite quando il Rospo, stralunando gli occhi, cadde per terra soffocato da un boccone troppo grosso. Era la punizione di Nzambi perché aveva usato male la sua intelligenza. |