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KENIA 16 NOVEMBRE

FORESTA MAU:

COMINCIATI SGOMBERI, POLEMICHE NEL GOVERNO

 

È cominciata oggi tra le polemiche l’evacuazione coatta delle migliaia di abitanti della foresta Mau, nel sud-ovest del paese.

Lo riferisce il quotidiano ‘Daily Nation’, secondo cui numerosi parlamentari hanno accusato il governo di non aver mantenuto le promesse ai residenti dell’area di una casa e un’alternativa alla vita nella foresta.

Le polemiche non risparmiano neanche l’esecutivo e due membri del governo di unità nazionale, William Ruto, ministro dell’Agricoltura, e Franklin Bett, titolare per le Infrastrutture, che hanno accusato il primo ministro Raila Odinga di “essere venuto meno alle promesse fatte”.

Già nei giorni scorsi la stampa aveva accusato il capo del governo di aver accelerato i tempi delle operazioni di sgombero per presentare il suo ambizioso progetto per la riforestazione della Mau al vertice di Copenhagen sul clima in programma a Dicembre.

La foresta, vero e proprio polmone verde del paese e più importante bacino di raccolta delle acque del Kenya, è infatti teatro di un degrado ambientale causato, a partire dalla fine degli anni ’90, da un’intensa attività di deforestazione, acuita dalla decisione dell’allora presidente Daniel Arap Moi di allocare grandi estensioni di terra a coloni privati.

Le concessioni, denunciate come una grande manovra elettorale (terra in cambio di voti), sono state dichiarate illegali dall’attuale governo, che ha deciso l’evacuazione e il rimboschimento degli oltre 400.000 ettari di territorio.

Secondo il Programma dell’Onu per l’ambiente (Unep), la foresta Mau ha perso negli ultimi 20 anni il 24% degli alberi, ovvero 107.000 ettari, con conseguenze disastrose per un bacino idrico che alimenta 12 fiumi da cui dipendono la vita e la sopravvivenza di milioni di persone

 

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16-20 novembre

 
             
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AUSTRALIA16 NOVEMBRE

IL PAESE CHIEDE SCUSA A ABORIGENI E IMMIGRATI DELLE “GENERAZIONI RUBATE”

 

“L’Australia è desolata per la tragedia assoluta delle migliaia di persone che hanno visto la loro infanzia perduta o violata”: sono le parole con cui il primo ministro Kevin Rudd ha presentato a nome del paese, scuse ufficiali a oltre mezzo milione di persone, prevalentemente aborigeni, delle cosiddette “generazioni rubate”.

In un discorso trasmesso in diretta nazionale dall’aula del parlamento di Canberra, Rudd ha affermato che “il paese guarda con desolazione alle vicende di quanti, bambini, sono stati presi dalle loro famiglie e chiusi in istituti dove hanno subito violenze e maltrattamenti”, presentando le scuse dell’intera nazione.

“Vogliamo dire, anche a coloro che senza il consenso delle loro famiglie furono mandati verso le nostre sponde, che siamo profondamente desolati” ha aggiunto il primo ministro.

In un intervento interrotto da numerosi applausi, Rudd ha rievocato così le vicende di decine di migliaia di bambini aborigeni che tra il 1910 e il 1970 vennero tolti alle loro famiglie per essere “integrati” nella società, adottati da bianchi o chiusi in orfanotrofi e forzosamente “rieducati” secondo la cultura dei colonizzatori inglesi, subendo gravi traumi.

A questi si unirono circa 7000 bambini inglesi, orfani o provenienti da famiglie molto povere, trasferiti oltreoceano in base a un ‘programma’ di reinserimento sostenuto dalle autorità di Londra.

I 470.000 aborigeni presenti oggi in Australia rappresentano il 3% cento della popolazione nazionale (20 milioni). Nonostante i gravi problemi sociali, legati soprattutto all’alto tasso di disoccupazione e alcolismo, negli ultimi 30 anni gli aborigeni hanno dimostrato una crescente consapevolezza dei propri diritti e una precisa volontà di riscatto, riuscendo in parte ad emergere attraverso l’arte aborigena, oggi molto apprezzata nel mondo, e i successi sportivi a cominciare dalla velocista Nova Peris che aprì le Olimpiadi di Sidney nel 2000

   
 

EGITTO 16 NOVEMBRE

IN LINGUA ARABA I PRIMI DOMINI INTERNET CON CARATTERI NON LATINI  


L’Egitto è il primo paese ad aver avviato la registrazione di domini in lingua araba: lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni Tarek Kamel, aprendo ieri il quarto Forum nazionale su internet a Sharm El-Sheikh.

Da oggi infatti è possibile fare richiesta per la registrazioni di nuovi domini in caratteri arabi e con il suffisso ".masr", ovvero "Egitto", in lingua araba.

Solo due settimane fa la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (Icann), la società con sede negli Stati Uniti che gestisce a livello internazionale la registrazione di tutti "domini" del pianeta, ovvero gli "indirizzi" internet, ha deciso di avviare un protocollo per la creazione di domini scritti in altri alfabeti oltre quello latino, il che comprende una moltitudine di lingue dall’arabo al greco al cinese, passando per il cirillico e il tailandese.

Kamel ha detto che gli indirizzi scritti in lettere arabe “offrono nuove vie per l’innovazione, gli investimenti e la crescita” nel mondo di lingua araba.

"Masr" (o Misr, secondo altre dizioni) è un antico termine che significa semplicemente "nazione", mentre la parola "Aegyptus", con cui il paese è conosciuto nel mondo occidentale era usata dai greci, che avevano mal tradotto un termine locale ("Ht-Ka-Ptah": Casa di Ka e Ptha, due antichissime divinità egizie).

Attualmente sono stimati in 15 milioni gli egiziani che usano internet, su una popolazione di 80 milioni.

Secondo l’Icann, oggi la metà dei circa un miliardo e 600 milioni di internauti nel mondo proviene da paesi dove si usano alfabeti diversi da quello latino.

   
   

SAHARA OCCIDENTALE  17 NOVEMBRE

LA ‘GANDHI DEI SAHRAWI’ DEPORTATA ALLE CANARIE, NUOVI PARTICOLARI

 

A quattro giorni dal suo arresto, avvenuto Venerdì sera all’aeroporto di El Aaiuon (o El Ayun), nel Sahara Occidentale, da parte della polizia marocchina, e successiva espulsione nell’isola di Lanzarote (Canarie), emergono nuovi particolari sul caso di Aminatou Haidar, l’attivista per i diritti del popolo Sahrawi. ‘L’Associazione degli amici dei Sahrawi di Siviglia’ ha dichiarato che la signora Haidar è “trattenuta contro la sua volontà” in Spagna le cui autorità si sono rese responsabili di “rapimento” e la Guardia civile di “maltrattamenti” nei confronti di quella che viene considerata la ‘Gandhi dei Sahrawi’; l’associazione sottolinea che il Marocco ha invece proceduto ad “un’espulsione illegale”.

Il ministro degli Esteri dell’autoproclamata Repubblica Sahrawi, Mohamed Salem Ould Salek ha poi aggiunto: “Haidar ha compilato tutta la documentazione di rito al suo arrivo all’aeroporto di El Aaiuon. In qualità di potenza d’occupazione, Rabat ha il dovere di provvedere alle formalità burocratiche individuali dei cittadini del Sahara Occidentale e non ha alcun diritto di espellerli dal proprio paese.

Allo stesso modo, le norme internazionali vigenti proibiscono alla Spagna di accogliere una persona espulsa contro la propria volontà”.

Rabat ha replicato dicendo che Haidar avrebbe attentato alla sovranità e all’integrità territoriale del paese. Assieme all’attivista, che si è vista ritirare il proprio passaporto, sono stati trattenuti per sei ore e poi espulsi due giornalisti spagnoli, Pedro Barbadillo e Pedro Guillén.

Il quotidiano spagnolo ‘El Imparcial’ collega le recenti dure prese di posizioni nei confronti del popolo sahrawi, e in particolare degli attivisti, alla recente visita del Segretario di stato americano, Hillary Clinton, che a Rabat ha confermato il sostegno del presidente Barcak Obama alla politica marocchina di sola “autonomia” per il Sahara occidentale, dando una battuta d’arresto alle rivendicazioni indipendentiste.

 
       

ISOLE DEL PACIFICO 18 NOVEMBRE

NELLA LAGUNA DELLA NUOVA CALEDONIA

ARRIVANO I DELFINI “SMINATORI

 

Nel mare turchese della Nuova Caledonia, tra Noumea e Prony Bay, da qualche giorno i delfini sono molti di più: una società brasiliana li sta utilizzando per individuare e disinnescare le mine piazzate nei fondali della laguna durante la Seconda guerra mondiale.

Secondo il corrispondente locale di “Radio New Zealand”, questi mammiferi sono addestrati a trovare le mine in profondità e a “marcare” gli ordigni con trasmettitori elettronici.

Le operazioni sono state avviate dalla “Vale Inco”, un colosso mondiale dell’estrazione del nickel che in questa colonia francese vuole costruire un grande impianto.

Nascosti sui fondali dovrebbero esserci ancora 1600 dei 1900 ordigni lasciati durante la guerra per impedire un’invasione giapponese.

Lo straordinario sonar biologico dei delfini fu già messo alla prova durante il conflitto in Vietnam e, più di recente, lungo le coste irachene del Golfo Persico

 
   
         

FIGI 18 NOVEMBRE

PARADISO PER I TURISTI, OSPEDALE PER GLI ABITANTI?

 

Diabete, obesità e ipertensione, che i medici considerano “patologie connesse al moderno stile di vita” sono diventate in anni recenti la prima causa di morte tra gli abitanti delle isole Fiji, esotica meta ambita da tanti turisti in cerca di natura, pace e tranquillità.

Secondo i dati comunicati dal locale ministro della Sanità, il 25% della popolazione - circa un milione di persone di cui meno del 5% ha 65 anni o più - soffre di diabete e il 67% dei residenti con più di 30 anni è obeso, mentre le terapie o il trattamento di queste patologie ha un costo pari a circa il 70% della spesa sanitaria nazionale.

L’aumento delle malattie, si legge in un comunicato del ministero della Sanità, è da attribuire al diffondersi di cibi occidentali, ipercalorici e ‘veloci’, ma non solo: nonostante un più diffuso benessere finanziario, lo stile di vita sedentario e l’abbandono di attività, come caccia e pesca prevalenti fino a 20 anni fa, hanno avuto effetti perversi sulla salute degli abitanti.

 
                           
 

AMERICA LATINA 20 NOVEMBRE

CRISI ECONOMICA CREA NOVE MILIONI DI POVERI

 

Nonostante la crisi economica internazionale abbia colpito i paesi dell’America Latina meno duramente rispetto a crisi simili del passato, nove milioni di nuovi poveri si aggiungeranno nel continente nel 2009 a causa dei suoi effetti.

Lo sostiene l’ultimo rapporto della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America Latina e i Caraibi (Eclac), precisando che con l’aumento di quest’anno il numero di poveri nella regione salirà a 189 milioni di persone, ossia il 34% della popolazione.

Tuttavia, secondo gli esperti dell’Onu, si tratta di un contraccolpo e di un’inversione di tendenza (rispetto ai dati positivi degli ultimi anni) che i paesi latinoamericani sono in grado di controllare.

“Non possiamo dire che tutti i progressi fatti tra il 2002 e il 2008 siano andati perduti” ha detto la segretaria esecutiva di Eclac, invitando i governi a rilanciare e dare nuova forza ai programmi (di espansione della spesa sociale e di migliore distribuzione della ricchezza) che negli anni scorsi hanno dato frutti positivi

   
 

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 20 NOVEMBRE

DECINE DI MIGLIAIA I BAMBINI COSTRETTI A LAVORARE IN MINIERA

 

Sono 43.000 i minori impiegati nelle miniere della Repubblica democratica del Congo, tra cui 8000 identificati nella sola capitale Kinshasa dall’inizio dell’anno.

Lo rivela l’ufficio del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef) nella capitale congolese in occasione del 20° anniversario della Convenzione dell’Onu per i diritti dei bambini, precisando che 20.000 bambini sono stati censiti nella provincia sudorientale del Katanga e altri 22.000 nei Kasai (centro-sud).

Al fenomeno dei piccoli lavoratori si aggiunge quello dei bambini sfollati - in centomila su due milioni di persone in movimento sul territorio congolese – a cui vengono spesso negati diritti fondamentali tra cui quelli all’istruzione e alla salute.

Le altre violazioni segnalate dall’organismo Onu sono le violenze fisiche e sessuali ai danni delle bambine – commesse sia dalle milizie ribelli che dalle forze regolari – l’arruolamento di minori da parte di gruppi armati, soprattutto nelle provincie nord-orientali

   
           

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